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In questa foto: BOARD Tavolo : DHALIA Poltrona
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Arredamento moderno e di design
Libreria. Struttura esterna in MDF laccato opaco bianco o nero o in rovere nero o termo-trattato. Ripiani interni in MDF lavorati con sistema DUXILIN laccati opachi leggermente goffrati nei colori, grigio cemento, bianco, nero e corda.
*Con DUXILON® si possono modellare e sagomare pannelli per creare forme morbide e originali, senza giunzioni visibili e con diversi spessori, finora non realizzabili con le tecnologie tradizionali.

Design : Giuseppe Bavuso.
Misure
H237 cm  (93,3")
L/W162 cm  (63,8")
P/D31 cm  (12,2")

Arredamento moderno e di design
Libreria. Struttura esterna in MDF laccato opaco bianco o nero o in rovere nero o termo-trattato. Ripiani interni in MDF lavorati con sistema DUXILIN laccati opachi leggermente goffrati nei colori, grigio cemento, bianco, nero e corda.
*Con DUXILON® si possono modellare e sagomare pannelli per creare forme morbide e originali, senza giunzioni visibili e con diversi spessori, finora non realizzabili con le tecnologie tradizionali.

Design : Giuseppe Bavuso.
Nome
Nome

Testo
Questo prodotto é stato selezionato ed utilizzato per i seguenti progetti prestigiosi:



 
Struttura esterna

 
 
Struttura interna

 
RADAR:Tavolo WAVY:Libreria modulare
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COME PRENDERMI CURA DEL PRODOTTO ACQUISTATO
   Come si pulisce il rivestimento in pelle ?
   Come si pulisce il rivestimento in tessuto ?
   Come si pulisce il cuoio ?
   Come posso prendermi cura delle superfici in marmo ?
   Come posso prendermi cura delle superfici in legno ?
   Come si puliscono le strutture in metallo ?

GARANZIA & AUTENTICITÀ
   Come riconosco se un prodotto è originale ALIVAR ?
   Cos’è il certificato di autenticità ?
   Cos’è il manuale informativo ?
   Che tipo di garanzia ho ?

INFORMAZIONI E ASSISTENZA
   Come posso avere una copia del vostro catalogo?
   Dove posso rivolgermi per acquistare un prodotto ALIVAR?
   Avrei bisogno di un pezzo di ricambio a chi posso rivolgermi per una sostituzione ?

I CLASSICI DEL MOBILE MODERNO
   Qual' è la collezione che riproduce le opere dei grandi maestri ?
   Cos’è la scuola del Bauhaus ?

INFORMAZIONI GENERALI SUI MATERIALI IMPIEGATI
   Lo sapevate che ….

CURIOSITÀ SUL DESIGN
   Cosa significa il termine Design ?
   Quali sono le origine storiche del Design?



COME PRENDERMI CURA DEL PRODOTTO ACQUISTATO
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   Come si pulisce il rivestimento in pelle ?
Pelle
Per mantenere intatto nel tempo il rivestimento in pelle possono essere effettuate regolarmente delle operazioni di pulizia e manutenzione. Pulire regolarmente la poltrona con acqua e sapone neutro e stendere in maniera uniforme su tutta la superficie in pelle della crema nutriente, in quanto la crema satura la pelle ritardando l'assorbimento delle macchie. Non usare stracci in microfibra perché rimuovono il grasso e possono danneggiare la pelle. Consigliamo di usare la crema nutriente una o due volte all'anno (ogni volta che la pelle risulta secca). Per rimuovere eventuali macchie usare un fazzoletto di carta o un panno di cotone. Non strofinare. Premere un panno contro la macchia per assorbire il grasso ed usare un detergente delicato sciolto nell'acqua per rimuovere eventuali aloni.

Pelle cerata
Per rimuovere eventuali macchie dalla pelle cerata usare un panno pulito imbevuto di una soluzione di acqua al 90% e sapone neutro non colorato al 10%. Strofinare delicatamente e asciugare con un altro panno morbido asciutto e pulito.

Pelle nabuk
Spolverare periodicamente con un panno bianco pulito, asciutto e non abrasivo. In caso di macchie da sostanze solubili in acqua (bibite, caffè, tè, latte, marmellata): rimuovere rapidamente il liquido dalla superficie tamponando con un panno bianco (o carta assorbente) non abrasivo. Successivamente con un panno pulito imbevuto d’acqua, strofinare delicatamente dall’esterno verso l’interno della macchia. Asciugare immediatamente con un panno pulito. Non inzuppare la superficie della pelle ed asciugare immediatamente con un panno asciutto.

Cavallino
Per mantenere il pelo pulito, spazzolarlo di tanto in tanto con una spazzola morbida nel senso del pelo. Per rimuovere eventuali macchie usare un panno di cotone imbevuto in acqua e sapone neutro e strofinare delicatamente sempre nel senso del pelo, tamponare poi con panno assorbente.


   Come si pulisce il rivestimento in tessuto ?
Di tanto in tanto è consigliabile spazzolare il rivestimento in tessuto con una spazzola morbida. Per le operazioni di lavaggio, asciugatura e stiratura, vi consigliamo di attenervi strettamente alle indicazioni di manutenzione esattamente come sono state riportate sul nostro campionario. In caso di macchie, va evitato l’uso di prodotti chimici, solventi, o altro, e va indirizzato il prodotto esclusivamente ad un laboratorio di pulitura qualificato.


   Come si pulisce il cuoio ?
Pulire con delicatezza la superficie servendosi di cotone o altro panno morbido imbevuto con una soluzione al 5% di detergente neutro per lana. Eliminare bene ogni traccia di detergente con un panno umido, applicare quando asciutto un protettivo per cuoio. Se la superficie in cuoio si bagna asciugarla il più presto possibile con un panno soffice ed asciutto. Il cuoio può danneggiarsi usando delle spazzole in nylon o altre fibre sintetiche, solventi come alcool, benzina o acidi alcalini. Evitare il contatto con liquidi oleosi.


   Come posso prendermi cura delle superfici in marmo ?
Il marmo è un materiale bello che la natura ha fatto sia pratico che funzionale. Ogni pezzo di marmo è unico, non esistono due pezzi uguali. Il marmo comunque richiede una ragionevole cura per proteggerlo dalle macchie, dallo scolorire ecc.
Molte persone pensano che il marmo sia quasi impenetrabile. Al contrario è un tipo di pietra calcarea molto compatta e perciò molto più porosa di quello che sembra. Così è soggetto a macchiarsi con molti cibi, liquidi versati e altri materiali di pulizia, specialmente se vengono lasciati per un lungo periodo sulla superficie. Liquidi o altre sostanze anche solo leggermente acidi possono corrodere, scolorire o danneggiare in altro modo il marmo. È consigliabile di usare sottobicchieri quando si posano bicchieri sui piani di marmo. La chiave per vivere con ogni superficie di marmo è di curarla come si farebbe con il legno. In breve, proteggerlo dal calore e da materiali che possono macchiare o graffiare la superficie. Usare tovaglie e sottobicchieri e pulire sempre subito in caso di versamenti.
Le superfici dei piani di marmo sono rifiniti in diversi modi dai fabbricanti italiani. Sono verniciati al poliestere a tre strati oppure lucidati a piombo (lucido naturale) o con una rifinitura opaca per il Travertino. Tutti aiutano a proteggere la superficie da versamenti e macchie.
Il miglior modo per mantenere l’aspetto di ogni superficie di marmo è:
se il vostro tavolo è verniciato al poliestere:
- dovete solo passare un panno umido per rimuovere ogni tipo di macchia o versamento. Dopo asciugare e assicurarsi di non lasciare a lungo oggetti umidi o bagnati sul vostro tavolo.
- se il piano ha dei piccoli graffi passare, , passare carta vetrata # 1000 e poi lucidare con una buona cera per automobili, come SEARS “WAXCOA" oppure “WAXMASTER”.
se il vostro tavolo è lucido naturale :
- rinnovatelo ogni tanto con uno strato di liquido antimacchia da noi fornito. Il piano può anche essere lucidato con una pelle scamosciata e una cera a pasta o liquida per automobili.


   Come posso prendermi cura delle superfici in legno ?
Per le parti in legno è sufficiente utilizzare un panno morbido leggermente inumidito con acqua e successivamente asciugare sempre con un panno morbido asciutto, per evitare la possibile formazione di graffi o abrasioni.

Per le parti laccate usate un panno morbido e detersivi non abrasivi; oppure, più semplicemente, un panno in microfibra. In caso di macchie ostinate può essere utilizzato, solo per i laccati lucidi, l’alcool etilico molto diluito. Evitare anche qui assolutamente l’uso di acetone, trielina e ammoniaca e l’uso di creme abrasive o pagliette in acciaio che righerebbero irrimediabilmente la laccatura.

Per le parti in laminatousate un panno morbido e un prodotto detergente specifico; oppure, più semplicemente, un panno in microfibra. In caso di sporco più resistente, usate spugne, con detersivi liquidi o detergenti per vetri. Rimuovete quindi le tracce di questi prodotti con un panno asciutto per evitare striature od opacizzazioni.


   Come si puliscono le strutture in metallo ?
Per la pulizia dei metalli, verniciati o lucidati, non usare prodotti chimici, abrasivi, solventi o altro, in quanto si possono graffiare le superfici. Le cromature si possono pulire solo con prodotti specifici.



GARANZIA & AUTENTICITÀ
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   Come riconosco se un prodotto è originale ALIVAR ?
Vi consigliamo sempre di richiedere al rivenditore, dove avete acquistato il prodotto, il certificato di garanzia e di autenticità ALIVAR, inoltre i prodotti imbottiti presentano sempre sotto il cuscino della seduta la teletta identificativa ALIVAR.


   Cos’è il certificato di autenticità ?
Il certificato di AUTENTICITÀ è una etichetta allegata all’articolo che certifica che il prodotto è originale ALIVAR e la produzione e la realizzazione del prodotto fanno fede al disegno originale del designer.


   Cos’è il manuale informativo ?
La scheda prodotto contiene una serie di informazioni sulle caratteristiche del prodotto e sui materiali utilizzati per realizzarlo, inoltre contiene una sezione dedicata alle principali norme di uso e manutenzione. La scheda prodotto va pertanto conservata con cura in quanto contiene informazioni che potrebbero tornare utili nel futuro, come il certificato di garanzia.


   Che tipo di garanzia ho ?
ALIVAR ha adottato il sistema di qualità Certificato UNI EN ISO 9001:2000. L'affidabilità certificata dei nostri prodotti ci permette di garantirli. Vedi norme applicative garanzia sul certificato.



INFORMAZIONI E ASSISTENZA
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   Come posso avere una copia del vostro catalogo?
Puoi visualizzare l'intera collezione ALIVAR sul nostro sito www.alivar.com e scaricare i cataloghi in forato PDF nell’apposita sezione del sito. Qualora desiderassi una copia cartacea del nostro catalogo rivolto al pubblico, potrai richiederla direttamente tramite e-mail o compilando l’apposito form nell’area contatti del sito internet www.alivar.com


   Dove posso rivolgermi per acquistare un prodotto ALIVAR?
I nostri prodotti sono distribuiti in moltissimi paesi del mondo attraverso una capillare rete di rivenditori, più o meno diffusa su ogni territorio nazionale. Per sapere i negozi più rappresentativi e più vicini a casa tua potrai inviare una e-mail ad alivar@alivar.com, o compilare il form nella sezione dei contatti sul sito internet www.alivar.com, oppure semplicemente chiamare il numero 055 8070115 e il nostro customer care vi darà tutte le informazioni necessarie.


   Avrei bisogno di un pezzo di ricambio a chi posso rivolgermi per una sostituzione ?
Per verificare la disponibilità del pezzo di ricambio richiesto devi rivolgerti al rivenditore presso il quale hai comprato il nostro prodotto, segnalando la data di acquisto ed il riferimento al documento di consegna. Verificata la disponibilità del ricambio sarà cura del rivenditore inoltrare ad ALIVAR l'ordine. La fornitura potrà essere a titolo gratuito o a pagamento a seconda della natura del problema e del tempo trascorso dall'acquisto (periodo di garanzia).



I CLASSICI DEL MOBILE MODERNO
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   Qual' è la collezione che riproduce le opere dei grandi maestri ?
Riunire in una sola collezione quei capolavori che hanno fatto la storia dell’arredamento e del design è l’idea da cui è nata ALIVAR MUSEUM. Una linea di mobili e di complementi d’arredo, di bellezza e originalità sempre attuali, che ripropongono intatto tutto il loro fascino.
Alivar Museum è il risultato di un progetto iniziato nel 1984. Un lavoro che richiede grande passione e abbina l’impegno di una selezione competente al rispetto di un rigoroso processo di ricostruzione. Proprio per questo Alivar Museum viene interamente prodotta negli stabilimenti di Tavarnelle Val di Pesa, Firenze, dove ogni singolo pezzo viene controllato, per garantire il massimo della qualità fin nei minimi dettagli.
Oggi Alivar Museum rappresenta la più vasta collezione di classici dell’arredamento prodotta da una singola azienda. Un primato che Alivar è determinata a sostenere con l’orgoglio di sempre.
In realtà il principio ispiratore risale agli anni Sessanta, quando le opere creative dei maestri del design moderno erano visibili solo nei musei o in pubblicazioni specializzate. Rifacendosi alla tradizione del design realizzata nell’operato del Werkbund, alle teorizzazioni del “Neue Sachlichkert”, alle associazioni artistiche ed artigiane, come l’inglese Arts and Crafts, che si proponevano di collegare sinergicamente arte, artigianato e industria, si giunge a considerare in una nuova prospettiva il grande patrimonio di ricerca formale e funzionale espresso nei mobili, negli oggetti del vivere quotidiano.
Da questa intuizione puntualmente approfondita con il passare degli anni é nata la più ampia collezione di mobili di design, prodotta e distribuita da ALIVAR. L’attenzione posta nell’osservare il panorama culturale del nostro secolo, alla ricerca di autori le cui opere di arredamento sono quelle che meglio esprimono il gusto contemporaneo, ha portato a riprodurre nei “Classici del mobile moderno” autori noti al vasto pubblico come Mies Van der Rohe, Alvar Aalto, Eero Saarinen, Le Corbusier, Marcel Breuer. Insieme a questi anche altri designers altrettanto validi e di un’attualità sconcertante, ma meno conosciuti, come Jean Michel Frank, Takehiko Mizutani, Frederick Kiesler, Gerald Summers, Wassili e Hans Luckardt, Isamu Noguchi, George Nelson e Jules Leleu.
La fedeltà filologica é alla base di questa collezione di mobili d’autore e il catalogo ALIVAR MUSEUM (230 prodotti con descrizione bibliografica, storia delle origini e della motivazione ideativa) si é trasformato in un ricco volume, distribuito nelle librerie come oggetto di informazione e ricerca: l’antologia di una prestigiosa serie di mobili di grande eleganza formale, che attraversano il tempo, al di là dei condizionamenti delle mode e delle tendenze. Questi complementi d’arredo, finiti con cura e aggiornati costantemente sulla base di ricerche e studi, fedeli nella forma e nella tipologia dei materiali ai progetti originali, vengono proposti al pubblico di oggi.
   Cos’è la scuola del Bauhaus ?
“il Bauhaus è, e rimane un’idea”.
Ludwig Mies Van der Rohe

Bauhaus è l'abbreviazione di Staatliches Bauhaus, una scuola di arte e architettura della Germania che operò dal 1919 al 1933. Fu la corrente più influente che costituiva quello che è conosciuto come modernismo in architettura. La scuola fu fondata da Walter Gropius e Mendelson a Weimar nel 1919, dalla fusione della Scuola Granducale di Arti Plastiche e della Kunstgewerberschule. Il Bauhaus nacque in Germania ma ebbe sviluppi paralleli anche in altre Nazioni come l’Olanda e la Russia post-rivoluzionaria e più tardi negli Stati Uniti dopo l’emigrazione di alcuni dei maggiori esponenti della scuola. I principi su cui si basava il programma del Bauhaus del 1919 erano stati anticipati, da Bruno Taut, nel suo programma sull'architettura del 1918. Taut era convinto che l'unione profonda di tutte le discipline in una nuova arte del costruire, avrebbe portato una nuova unità culturale. Egli scrive : “A questo punto non ci saranno più confini tra artigianato, scultura e pittura; tutti questi aspetti saranno una cosa sola : Architettura”. Il Bauhaus all'inizio venne largamente sovvenzionato dalla Repubblica di Weimar. Dopo un cambio nel governo, nel 1925, la scuola si spostò a Dessau, dove venne costruita l'Università Bauhaus. Ad ogni modo il Bauhaus ebbe un grosso impatto sulle tendenze dell'arte e dell'architettura nell'Europa occidentale e negli Stati Uniti nei decenni a seguire, e molti artisti che vi furono coinvolti vennero esiliati dal regime nazista. La scuola era focalizzata principalmente sull'architettura, e spesso costruì case popolari a basso costo per il governo di Weimar, ma si occupò anche di altre discipline dell'arte. Il Bauhaus pubblicò un periodico chiamato "Bauhaus" e una serie di libri chiamati "Bauhausbücher". Il capo dell'editoria e del design fu Herbert Bayer. Uno dei principali obiettivi del Bauhaus fu di unificare arte, artigianato e tecnologia. La macchina veniva considerata un elemento positivo e quindi il design industriale e del prodotto ne erano componenti importanti. Veniva insegnato il Vorkurs- letteralmente 'pre corso'; questa materia, che corrisponde al moderno corso di fondamenti di design, è diventato uno dei corsi fondamentali di tutte le scuole di architettura del mondo. Non c'era insegnamento di storia nella scuola, perché si supponeva che tutto venisse disegnato e creato come se fosse la prima volta, piuttosto che pensando ai precedenti. Il più importante contributo del Bauhaus fu nel campo del design dei mobili. Un esempio onnipresente e famoso a livello mondiale è la sedia Cantilever, del designer Mart Stam, che sfruttava la proprietà tensili dell'acciaio. I nomi legati alla pittura Bauhaus che sicuramente tutti conoscono sono Vassily Kandinsky e Paul Klee, ma non di meno sono da ricordare Ludwig Hirshfeld-Mach, Georg Muche e Lazlo Moholy-Nagy. Quest’ultimo è peraltro legato anche al design industriale in quanto dal 1923 al 1928 fu il direttore del “Metal Workshop” che diede un’impronta significativa nel design industriale di oggetti di uso quotidiano che vengono ancora tutt’oggi prodotti, come teiere, lampade da tavolo (la più nota è forse quella di Wilhelm Wagenfeld e Karl J. Jucker che ha una base di vetro tonda ed il diffusore a semisfera in vetro opaco); altri nomi legati al “Metal Workshop” sono Marianne Brandt, Christian Dell e Hin Bredendieck. Josef Albers, il pioniere della cosiddetta “Op-art” è stato nello staff Bauhaus più a lungo di tutti, dal 1920 fino alla chiusura nel 1933. Questo diceva ai suoi studenti: “Un grammo di pratica vale più di un chilo di teoria ed un inizio giocoso sviluppa la capacità individuale. Ecco perchè non iniziamo con la teoria...”. Albers si applicò più tardi (dopo l’abbandono del Bauhaus di Marcel Bruer nel 1928) anche al design dove applicò il concetto di ridurre all’essenzialità l’idea, la forma ed il materiale. Nel campo dell’architettura e del design nomi come Marcel Breuer, Hannes Meyer, Walter Gropius e Ludwig Mies van der Rohe hanno lasciato segni indelebili che ancora oggi risultano perfettamente validi ed attuali; chi non ha mai visto la poltrona con braccioli a struttura tubolare cromata con seduta, schienale e braccioli in cuoio (originariamente in maglia di metallo) di Breuer? Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’influenza del Bauhaus si espanse un po’ in tutto il mondo a livello di insegnamento, prima negli Stati Uniti poi in Svizzera, Olanda, Germania, Inghilterra, Giappone e a livello di architettura in Israele.

INFORMAZIONI GENERALI SUI MATERIALI IMPIEGATI
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   Lo sapevate che ….
ABS: Le resine ABS rappresentano una delle più pregiate mescolanze tra una resina e un elastomero e devono il loro straordinario successo alle ottime proprietà che derivano da questo connubio. La sigla ABS e formata dalle iniziali dei tre monomeri di base impiegati per la loro preparazione: l'acrilonitrile, il butadiene e lo stirene. Le prime resine ABS furono prodotte negli anni Cinquanta. Le loro proprietà fondamentali sono la tenacità, la resistenza all'urto, la durezza superficiale. Perciò sono impiegate soprattutto per la fabbricazione di mobili, componenti per l'industria automobilistica, chassis di televisori, radio, pannelli e simili.

ACCIAO: E' una lega ferro-carbonio. Si tratta di un materiale duro, resistente e lavorabile.

ACCIAO INOX: E' un particolare tipo di acciaio, che può essere definito inox deve avere almeno il 12% di cromo. L'acciaio inox più usato contiene il 18% di cromo e41 10% di nichel. E' un prodotto molto resistente alla corrosione.

ALLUMINIO: Metallo di colore bianco argenteo duttile e leggero. E' utilizzato pressofuso e trafilato. Viene verniciato, o protetto tramite procedimenti di ossidazione anodica che rende gli strati superficiali resistenti ai graffi e alla corrosione.

ALLUMINIO ANODIZZATO: Tramite il processo di anodizzazione è esaltata la naturale capacità di riflessione dell'alluminio e ne aumenta la resistenza meccanica e chimica. L'alluminio trattato è caratterizzato da una deposizione dell'ossido sulla superficie, in maniera omogenea.

CRISTALLO: Qualità di vetro con presenza di ossido di piombo che da al materiale un aumento di densità e di conseguenza maggior brillantezza e indice di rifrazione.

CRISTALLO TEMPERATO: La massa vetrosa semifusa è sottoposta a un brusco raffreddamento che rende il cristallo molto resistente. In caso di rottura si riduce in piccoli frammenti poco taglienti.

CROMATURA: La cromatura è un rivestimento di cromo su un manufatto di ferro o acciaio per proteggerlo dalla corrosione tramite procedimento galvanico: esso infatti limita la formazione di micropile all'azione anodica molto modesta dei giunti dei grani. Altri benefici sono l'indurimento superficiale del materiale ( il cromo è un metallo duro ).
Fattori estetico-decorativo. Rendere il contatto e la superficie di qualsiasi oggetto più belli, lucidi, splendenti e più attraenti. La nichelatura in genere garantisce una soluzione ottimale per tutte le esigenze di gusto e per ogni scelta stilistica.
Fattori tecnico-funzionale. Rendere la superficie dei manufatti più durevole, più resistente al degrado, all'invecchiamento, all'attacco ossidante e corrosivo e all'usura. La protezione contro la corrosione gioca una importanza vitale per la conservazione e la durata dei manufatti in ferro o metalli ferrosi.I vari tipi di nichelatura di solito si distinguono in base allo spessore del rivestimento. Depositi relativamente sottili possono fornire uno strato finale decorativo e resistente alla corrosione, mentre depositi di spessore maggiore forniscono resistenza all’abrasione, oppure consentono di riparare, con un riporto, pezzi logorati all’uso.

IGNIFUGO: Sostanza non infiammabile usata per impedire o limitare la combustione di materiali altrimenti infiammabili.

LACCATURA: Tipo di finitura superficiale, che può essere lucida o opaca. Le vernici più utilizzate sono quelle poliuretaniche.

LAMINATO: Foglio di truciolare o di multistrato rivestito su una faccia con un sottile foglio di resina melaminica, incollata per mezzo di colla a contatto. In questo modo il pannello viene caratterizzato da una superficie dura e resistente. Nella maggior parte dei casi la laminatura viene eseguita su entrambe le facce del pannello, così da stabilizzarne la struttura.

LAMINATO LIQUIDO: Il laminato liquido è una vernice con caratteristiche particolari di resistenza al graffio e idrorepellente . il prodotto è stato studiato e formulato con l’utilizzo di resine particolari e microsfere omogenee selezionate di alta durezza.

NICHELATURA:La più importante ed estesa operazione della galvanostegia è indubbiamente la nichelatura. La nichelatura è una risposta semplice e sintetica che nasce dall'esigenza di nobilitare la superficie dei materiali.

POLIURETANO:Materiale chimico schiumoso

VETRO SATINATO: Tipo di vetro trattato attraverso immersione in acido fluoridrico per rendere la superficie opaca.

VETRO TEMPERATO:Tipo di vetro sottoposto al processo di lavorazione detto tempra, che prevede un riscaldamento del materiale e un successivo rapido raffreddamento. Conferisce alla lastra maggiore resistenza che, in caso di urto, si frantuma in minuscoli pezzi.



CURIOSITÀ SUL DESIGN
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   Cosa significa il termine Design ?
La parola inglese design significa progettazione (e non disegno) e indica un insieme concentrato di conoscenze, azioni, metodologie e strumenti finalizzati al raggiungimento di uno scopo, che rappresenta l'aspetto fondamentale di ogni attività di progettazione per l'industria. Si tratta di un processo completo e articolato che parte dalle primissime fasi di esplorazione e generazione di un'idea (nota come "concept design") e si svolge fino alla definizione finale di un prodotto e la sua collocazione sul mercato.
Nel corso del tempo il concetto, l'approccio e gli strumenti dell'industrial design si sono articolati nei vari settori industriali e produttivi in cui ha trovato applicazione: nel mondo della progettazione grafica e comunicazione visiva, si parla di "graphic design" e più di recente di "communication design" (Design della comunicazione), nel mondo dell'automobile di parla di "car design", nel mondo dell'abbigliamento si parla di "fashion design" (Design della moda), nel mondo dell'arredamento di "furniture design" (Design dell'arredo) nel mondo dell'illuminazione di "lighting design" (Design della luce) nel mondo degli allestimenti di "exhibition design", nel mondo del colore il "color design", fino ad arrivare al mondo del web dove si parla di "web design". Attualmente esistono molti campi applicativi in cui il design si è affermato, declinato a partire dalla radice primaria di industrial design.
   Quali sono le origine storiche del Design?
La storia della progettazione industriale è molto lunga e articolata, quasi quanto la storia stessa della produzione industriale. Uno dei punti più discussi è proprio la nascita di questa disciplina, per cui esistono diversi approcci.
Il principale fa risalire l'origine al movimento artistico cosiddetto Arts and Crafts, nato in Inghilterra nel XIX secolo, non a caso dov'è nata la rivoluzione industriale, attraverso il quale si assiste allo sviluppo delle arti applicate. Per queste il processo artistico-creativo non è fine a sé stesso, ma ha come campo di applicazione fondamentale la concezione e realizzazione di oggetti d'uso comune; tale intento riceveva un impulso e si sviluppava nel suo innovativo rapporto con i moderni sistemi di produzione ed il progresso nell'utilizzo dei materiali; ciò significava l'uscita da ristretti ambiti artigianali a favore di una produzione seriale ed economica che consentiva di allargare enormemente il pubblico destinatario degli oggetti stessi. La questione della produzione in serie è centrale nella storia del design ma non ne caratterizza per intero la sua realtà.
Altri autori collocano la nascita del design come professione e campo di intervento più definito a inizio '900 con l'attività dell'architetto tedesco Peter Behrens per la AEG, per cui progetterà quasi tutto, dalle fabbriche, ai prodotti industriali fino alla comunicazione dell'azienda. Behrens definiva questa attività "riorganizzazione del visibile". In realtà il termine "industrial design" nasce un po' più casualmente negli Stati Uniti negli anni '40, a quanto pare citato in un documento di un ufficio brevetti.
La storia del design prosegue e caratterizza tutto il XX secolo, laddove i mezzi per la producibilità in serie si intrecciano con le filosofie progettuali moderne, che vedono nell'oggetto costruito un "unicum" che tiene conto contemporaneamente delle valenze estetiche, funzionali d'uso e costruttive, tutte controllate in una logica che è tipicamente moderna e "razionalistica"; a padroneggiarla deve essere il "designer", che assurge a figura di creativo-controllore di tutto il processo a beneficio di una fruizione il più possibile allargata, asettica e quindi per così dire "democratica" di quanto viene prodotto per poter assolvere ad un determinato scopo. Basti pensare, in tal senso, al contributo fondamentale fornito dalla scuola di arti applicate del Bauhaus, vera e propria fucina di idee guida ed allo stesso tempo custode di una sorta di ortodossia dell'agire del designer nella società. Nel secondo dopoguerra le tendenze razionalistiche della progettazione si evolvono, ma lo svilupparsi del mondo produttivo continua a trainare l'idea di una progettazione per il consumo sempre più allargato.
Esistono, e si sono succedute, numerose scuole di design, che si differenziano soprattutto in base all'approccio, o alla metodologia progettuale nonché alla collocazione geografica tanto che si sente parlare spesso di design italiano, giapponese, tedesco, ..., ognuno con le proprie caratteristiche ben riconoscibili.
Nome
Paese
 
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Nuovi oggetti d’arredo per dare carattere alla vita, complementi per farsi circondare da idee luminose, soluzioni per ambienti ad alto livello funzionale ed estetico. ALIVAR continua il progetto di una casa dove ogni dettaglio ha un valore squisito, dove ogni elemento è un punto d’interesse e concentra intorno a sè il piacere e il dinamismo. Una casa ricca d’ispirazioni, multicentrica, dove l’essenzialità lascia gli spazi aperti e dà ottima vivibilità, dove essere di tendenza significa anticipare ciò che c’è oltre l’orizzonte.

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